Radiotaxi

Giada e Mauro salgono a bordo e iniziano a discutere animatamente. Rotatoria a destra, rettilineo di cento metri.

‘’Per dove?’’chiedo.

‘’Fai tu, quando arrivi a cinquanta Euro ti fermi’’.

Semaforo rosso a un incrocio. Verde, partenza. Giada chiede a Mauro se ha passato una bella serata, lui risponde evasivo e con enfasi; praticamente non risponde, ma alla ragazza sembra bastare. I due guardano fuori dai finestrini le strade silenziose della città insolitamente vuota. Le dita di lui tamburellano sulla coscia sinistra di lei che sulle sue, come il compagno di fianco, si passa il tempo riempiendo la guancia destra d’aria per poi lasciarla uscire fuori dalle labbra serrate, così da produrre un rumoroso ‘’squick’’.

5Euro

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Mi infilo in una strada a quattro corsie, direzione Sud. Freccia a sinistra e via sulla prima carreggiata. Ci sono enormi cartelli ai lati delle strade con pubblicità di tutti i tipi. Uno in particolare mi distrae mostrandomi l’ultimo modello di push up senza cuciture. Riconosco il viso della modella, è Giada. Lei guarda il suo corpo gigantografico, e con lei io e Mauro.

‘’Non sei venuta proprio malvagia in foto, ma in effetti l’importante è guardare il reggiseno’’dice lui.

‘’Sei un idiota Mauro, fottiti’’ ribatte lei. Giada, la modella di intimo; fa una linguaccia al compagno e parte la pomiciata.

10Euro

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Dopo alcuni minuti passati nel tentativo di soffocarsi a vicenda, i due tornano ai lati opposti della macchina. Faccio una curva a sinistra e dopo ottocento metri torno indietro per la stessa strada, stavolta in direzione Nord. Giada fa un paio di considerazioni sulla barba troppo lunga di Mauro e lui risponde con un gesto eloquente della mano come a dire:

‘’Se ti piace è così, altrimenti ciao ciao, lo sportello è li di fianco ’’.

Torna il silenzio. Esco dalla strada a quattro corsie ed entro in via… non ho controllato che via fosse in realtà. L’autoparco chiama alla radio la vettura cinquantadue in servizio da mezzanotte; sono le quattro di notte, Milano è deserta. Tra un silenzio e l’altro un dj annoiato passa per la centesima volta la canzone del momento. Giada e Mauro si tengono per mano continuando a fissare il vuoto, ognuno dal suo lato.

15Euro

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Giro verso destra ed eccoci in Via Generale Egidio P. Moffetta. Il nome l’ho inventato, penso sia irrilevante conoscere quello vero, non importa a me, ai passeggeri e tanto meno a voi. Quello che importa onestamente è arrivare a cinquanta euro e chiudere questa faccenda del girare a caso di notte. Poco più avanti noto il distributore di un tabacchi in funzione; decelero e chiedo:

“Posso scendere a prendere le sigarette? Fermo il tassametro’’.

I due dietro si guardano, sorridono complici e lui fa:

‘’Si si fermati pure, anzi’’.

Esce il portafoglio, mi allunga dieci euro e dice:

‘’Tieni, comprati due pacchetti. Alla salute. Come ti chiami?’’
‘’Marco’’ gli faccio.
‘’Ottimo Marco, fai con calma, e lascia andare il tassametro’’ occhiolino.

20Euro

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Ho ventisette anni, non mi vergogno se un tipo barbuto che veste Versace e cammina con una modella di intimo mi paga due pacchi di sigarette; rispetto a lui sono un pezzente, ne sono pienamente consapevole, non ne approfitterei se no. Scendo, mi avvicino al distributore, inserisco la banconota e prendo i pacchetti. Mi giro verso la strada, apro un pacchetto ed esco una sigaretta. Fumo con calma ma sento freddo. Milano è insolitamente vuota e silenziosa stanotte. Ogni tanto guardo i due di sfuggita; non mi fido, ho lasciato le chiavi appese al quadro. Ci vuole solo che mi fottano il taxi, devo ancora finire di pagarlo. La licenza era di mio padre, qualche mese fa è andato in pensione. La macchina l’ho presa in leasing, non lo volevo il suo catorcio, quel ferro vecchio i cui interni sapevano di sigaro e muffa; che schifo. Non so neanche perché vi sto raccontando questa storia. Butto la cicca, salgo in macchina, poso le Lucky sul cruscotto, rimetto in moto e parto.

25Euro

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Mauro e Giada pomiciano di nuovo. Spero che pomiciare sul taxi non stia diventando la moda del momento. Passare la notte a scopare sarà monotono per i loro canoni. In effetti la gente ricca si stanca subito di fare sempre le stesse cose. A me però una bella scopata non mi ha mai stancato. Guardo il tassametro; siamo a metà finalmente, altri venticinque euro e li scarico. Metto la freccia a sinistra ed entro a Largo Cairoli. Sto prendendo seriamente in considerazione l’idea di essere un cretino per aver segnalato alla strada deserta che ho appena girato a sinistra. Inizio a vagare per le vie del centro. Giada mi rivolge un paio di domande banali e poi mi chiede se la trovo bella. Mauro alterato le dice che quella stessa sera lo ha chiesto a circa una trentina di persone, aggiungendo alla frase:

‘’Questa cazzo di agenzia ti sta friggendo il cervello con la storia del riscontro d’immagine Giada. Lo sanno tutti che sei gnocca, altrimenti perché mettere la tua faccia e le tue tette in giro per l’Italia?’’

In effetti cosa pretende possano risponderle le persone? È innegabilmente gnocca, i cartelloni in intimo per strada non indicano altro.

‘’Non distrarre Marco o rischiamo di fare un incidente’’ prosegue poi.

Dopo quella frase guardo l’idiota barbuto aspettando di incrociare il suo sguardo per fargli capire che ha appena detto una cazzata. La città è deserta, con chi dovrei andarmi a schiantare?

30Euro

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Dopo qualche battibecco sul riscontro immagine e sulle tette in giro per l’Italia, Giada esce fuori la storia che vuole un hamburger. Ma questi due secondo voi lo capiscono che sono le quattro di notte di un Martedì di inverno? Non c’è nemmeno il Magrebino di Quarto Oggiaro aperto alle quattro di notte, di Martedì, d’inverno. Riflettendoci però questa è una storia no? Quindi possiamo dirigerci verso il Burger King di Piazza Lima e trovarlo aperto esclusivamente per l’occasione fino a tardi, o sbaglio?Propongo la cosa e i due accettano. Non mi sono sbagliato; già da Corso Buenos Aires noto l’insegna luminosa, sono ancora aperti. Parcheggio e scendiamo. Mauro ci offre da mangiare. Ordiniamo, aspettiamo, prendiamo i sacchetti con i panini dal ragazzetto brufoloso e scoglionato, usciamo e ci mettiamo poggiati sul taxi fermo davanti il fast food pronti a far fuori quel pasto gratis. Dentro il ristorante non potevamo più stare, i ragazzi iniziano a chiudere il locale. Nemmeno in macchina possiamo stare, ha gli interni nuovi, devo ancora finire di pagarla. Mangiamo i panini, beviamo le coche e io e Giada ci fumiamo una Lucky davanti lo sguardo impassibile di Mauro. Ho avuto la premura di spegnere il tassametro arrivati al Burger King; mi ha offerto da mangiare, questo glielo devo. Fumando la sigaretta guardo i due scambiarsi dei baci e penso alla mia ragazza che dorme nel letto del nostro appartamento; domani ha un esame all’università. Penso anche che da quando ho il taxi, due tizi pieni di grana non li ho mai portati a spasso per Milano, che mi ricapiti lo vedo improbabile. Da fuori guardo le cifre illuminate del tassametro, noto che la somma segnata in quel momento è sopra la metà.

35Euro

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‘’Ti ricordi dove ci sei venuto a prendere?’’ mi chiede Mauro distrattamente. Faccio si con la testa.
‘’Quanto dista da dove siamo ora?’’
‘’Circa quindici minuti a questa velocità’’ rispondo.
‘’Bene, riportaci indietro’’.

Lunga rotatoria, seconda strada sulla destra e dritto fino in fondo. Mi muovo guardando di tanto in tanto il navigatore su cui ho impostato la destinazione. Abbasso il finestrino, prendo il pacchetto dalla tasca, esco fuori una sigaretta, la accendo e inizio a fumare. Sto attento a tenere la sigaretta fuori dal finestrino; mi si congela la mano, ma almeno non riduco il taxi a uno schifo come ha fatto mio padre con il suo. Per strada Giada poggia la testa alla spalla di Mauro e si assopisce.

‘’Notte gnocca’’ penso fra me e me, ‘’finalmente’’ penso anche.

40Euro

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Siamo quindi giunti alle battute finali di questa strana sequenza di vicende notturne avvenute a bordo del RadioTaxi 38 andato in giro per una città notoriamente conosciuta per il suo caotico via vai e per la sua incapacità di fermarsi, anche di notte. Ma in questa notte invernale; in questo Martedì notte, siamo riusciti a rendere Milano una città per pochi. È passata circa un’ora e mezza da quando mi sono caricato i due sul taxi; sono le cinque e mezza e alle sette finirò di scorrazzare in giro, tornerò al mio appartamento e tanti saluti al barbuto in completo Versace e alla modella di intimo. Non mi sono annoiato, almeno non del tutto; c’ho pure guadagnato due pacchi di Lucky Strike extra, un panino e una coca, tirando le somme non mi è andata male. Magari se avessi continuato la facoltà di filosofia queste soddisfazioni non me le sarei prese, ma per fortuna sono qui, no? A fare il tassinaro; oggi per il tipo in completo Versace e la modella, domani per la famiglia napoletana in vacanza, dopodomani ancora per il malato terminale ignaro o per la Escort che torna a casa piena di soldi. In ogni caso,‘’Panta Rei’’ diceva il buon vecchio Eraclito, ‘’tutto scorre’’. Anche io a un certo punto ho iniziato a ‘’scorrere’’ in vista di obbiettivi, sempre meno ‘’metafisici’’ e sempre più ‘’terra terra’’ come finire di pagare il leasing alla macchina. Non me ne pento però, almeno non fino ad adesso.

45Euro

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Ultimi metri, faccio una curva a destra ed ecco il palazzo, destinazione raggiunta. Il tassametro segna 48,50. Non penso mi chiederà il resto. Parcheggio davanti l’ingresso e guardo i due seduti dietro, in attesa. Giada viene svegliata dal suo torpore. Le ci vogliono un paio di minuti per tornare tra noi ma appena ha fatto scende dalla macchina e da fuori mi manda un bacio ringraziandomi per la nottata. Mauro rimane seduto e mi guarda, sorride, allunga una banconota piegata da cento Euro e mi fa:

‘’Mi sarebbe piaciuto fare quattro chiacchiere in più con te. Dallo sguardo mi sembri più un deluso dalla vita, uno schiavo delle situazioni, un po’ come me, che un tassista libero e contento di portare in giro un barbuto e una modella in giro per la città insolitamente deserta.’’ Scende dal taxi, prende Giada in braccio e nell’andare via mi urla che c’è un bigliettino da visita suo in mezzo al centone e che se voglio posso chiamarlo per parlare ‘’Magari quando non lavori’’aggiunge.

Resto fermo davanti il palazzo per qualche minuto; batto il biglietto da visita sul volante del taxi una decina di volte, lo metto in tasca e riparto.

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